Guida SEOFino ad ora abbiamo visto come posizionare dei documenti sui motori di ricerca, però non è sempre detto che essi debbano essere di tipo testuale.

Nel 2007 Google ha cambiato i suoi sistemi di ricerca introducendo nelle sue SERP (locuzione inglese search engine results page, abbreviata in SERP, che significa “pagina dei risultati del motore di ricerca”) immagini, mappe, video, …

Per chi deve posizionarsi il sistema ha introdotto così una serie di novità non indifferenti: ci sono ora più modi per avere i vostri prodotti e servizi in prima pagina su Google, il visitatore oltre alle vostre pagine presenti nella lista dei semplici risultati organici, può anche cliccare sulle vostre immagini, mappe , video, blog o elenco di attività commerciali, offrendo maggiori opportunità di click e di ottenere visitatori mirati al vostro sito Web.

Marissa Mayer (Vice Presidente di Search Products & User Experience di Google) tempo fa spiegò che Google Universal Search (questa è la definizione del “nuovo sistema”) è stato soltanto l’inizio di un nuovo modo per la ricerca nel web e che Google prevede ulteriori perfezionamenti in futuro.

Per far fronte a questa novità molte agenzie e consulenti sono stati costretti a specializzarsi anche nel posizionamento di immagini, video (video SEO), e mappe.

Se da un lato si è abbassata ulteriormente la soglia di garanzia di posizionamento in prima pagina, chi ha capito come sfruttare la universal search e si è aggiornato immediatamente attraverso di essa sta riuscendo a portare più traffico sui siti dei propri clienti, ma soprattutto sta riuscendo a raggiungere maggiori obiettivi sfruttando la spontaneità comunicativa dei tipici elementi che la compongono.

I video, per esempio, permettono di comunicare in molto più rapido ed efficace di ogni altro sistema.

Sfruttando 5 principi: Informare – Persuadere – Suggestionare – Emozionare – Interagire si può “parlare alla mente” e al “cuore” dei destinatari raggiungendo impensabili obiettivi di Business.

Non abbiamo tempo e le risorse per fare tutte queste cose, non potremo mai essere visibili sui motori di ricerca?

Certo che no, è possibile entrare nella prima pagina dei motori di ricerca pagando piuttosto che creare un sito con le caratteristi-che e i risultati ottenuti con i sistemi che abbiamo appena visto.

Se siete disposti a spendere (anche non necessariamente grandissime cifre) potrete farlo tranquillamente utilizzando degli annunci a pagamento che appariranno a fianco dei risultati naturali. Non fatevi ingannare dal fatto che si paga per raggiungere questo obiettivo perché anche questo è un sistema etico.

A differenza del posizionamento naturale che richiede dei compromessi nel layout della pagina il posizionamento a pagamento consente di raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati e in tempi molto più veloci.

Le landing page (landing page = pagine di atterraggio dal motore di ricerca) di campagne a pagamento hanno solitamente delle call to action (call to action = invito a compiere un’azione) specificamente pensate per gli obiettivi della campagna stessa. Le call to action inserite nelle pagine organiche sono invece funzionali al sito che le ospita.

Per attirare l’attenzione dell’utente, le landing page delle campagne a pagamento potrebbero far uso di illustrazioni, video; espedienti, questi ultimi in particolare che abbiamo visto essere davvero importanti.

Tutto quanto si traduce in una sola parola: controllo. Il posizionamento a pagamento, rispetto a quello naturale, garantisce maggior controllo e quindi una maggiore leva sul ROI (Return On Investment) e sulla massimizzazione del profitto.

Ovviamente i vantaggi di questo sistema si vedono maggiormente se gli obiettivi di marketing sono di direct response (quindi acquisizione contatti [lead generation] e vendite [sales]). Il discorso è diverso nel caso di obiettivi di branding e traffico, dove il posizionamento naturale è efficace almeno quanto se non più del SEM.

La forma più tradizionale di search engine marketing (SEM) è il pay per click (immagine); l’inserzionista paga una tariffa unitaria quando un utente clicca effettivamente sull’annuncio che compare a fianco e a volte sopra i risultati naturali del motore di ricerca dopo che egli ha fatto una specifica ricerca, facendo conver-gere sul sito solo utenti interessati, su una pagina realizzata a questo scopo.